Il filo di-vino

( Rielaborazione grafica di Eletta ) Qui, non ho mai scritto testi lunghi. Non ho mai pubblicato racconti lunghi. Ieri, leggendo un racconto di Massimo Legnani nel suo blog https://orearovescio.wordpress.com ho visto la nota a piè di pagina: era stato pubblicato su una rivista letteraria. Allora mi è venuto in mente che anch’io anni fa…

Francamente

Per alcune questioni di ricerca ho rivisto, scorrendoli, gli innumerevoli articoli del mio sito. Francamente non riesco proprio a capire come qualcuno, pur leggendomi da anni e conoscendomi, non abbia ancora capito nulla di me. I temi ricorrenti su cui scrivo già raccontano. Alcuni episodi descritti in maniera talvolta brutale, cioè senza fronzoli maschere veli…

Parole sepolte 

Sto ricamando pagine e pagine calligrafiche. È un ottimo passatempo in questo momento di tempo sospeso. Coprire le parole e ricamarci sopra – linee spirali fiori foglie – è come seppellirle. La carta rimane come palmo aperto, pieno dei resti dei semi neri. Potrei strappare tutto. Preferisco invece mantenere la traccia sottesa: i solchi coperti….

Ho preso la penna

Questo ho trovato nelle prime pagine del libro di Recalcati: A libro aperto. Sartre è ripreso anche nell’altro libro che sto leggendo, o meglio approfondendo: Jacques Lacan – desiderio godimento e soggettivazione – del medesimo autore. Ci sono persone, come me e altre, che non possono fare a meno di leggere e scrivere. Il libro…

Quantità e qualità

Il mio blog su questa piattaforma ha due anni. Ieri mi è giunto questo riconoscimento. La quantità non corrisponde alla qualità. Seguo e apprezzo altri blogger che scrivono con meno frequenza ma che mantengono una buona, se non ottima, qualità di contenuti e forma. Per quanto riguarda la forma: ci bado molto, essendo una “purista”….

Viveva di parole

Perché sei triste gioia mia? Cosa doveva dirgli? Impossibile che lui capisse. A lei mancavano le parole. Di parole si nutriva. Le mangiava a colazione inzuppandole nel caffè. Le mangiava a pranzo fritte o saltate in padella. Le mangiava a cena bollite con un filo d’olio. Le adorava crude o cotte. Preferiva coglierle dall’orto croccanti…