Cafonerie e Bon Ton

Tra le diverse “materie” o argomenti di un gioco finale della trasmissione Eredità, da poco terminata, c’era: Galateo.
Parola in disuso. Sarebbe bene ripassare alcune semplici regole, considerato la maleducazione imperante.

Ieri, a pranzo all’aperto davanti alla vista dei monti, la proprietaria che adora i cani ha esclamato: – Magari potessi amare allo stesso modo i bambini!
Il fatto è che, avendo questo bar in mezzo al verde, di bambini in estate ne vede tanti. E non può fare a meno di notare come sono: prepotenti viziati poco educati.
La proprietaria non è la solita signora anziana borbottante: è una giovane ragazza prossima al matrimonio.

Quattro regole di buona educazione pare non vengano più date. Soprattutto in Italia dove ci si deve solo augurare quando si esce a pranzo o cena che nei tavoli attigui non ci siano famiglie con infanti.
Urlano piagnucolano scorazzano non stanno seduti infastidiscono.
Naturalmente non tutti, per fortuna.
Esistono ancora dei genitori in grado di dare quattro regole e dei decisi NO.

Comunque anche tra i cosiddetti “grandi” un serio ripasso di qualche regola di Bon Ton andrebbe fatta. Per esempio non tediare a tavola gli astanti facendo vedere l’immensa galleria fotografica dello smartphone.

Una mancanza di etichetta che ho potuto verificare ieri è stata: essere lasciata sola come un cencio sul divano dalla persona ospitante da cui ero passata per cortesia. Aveva da fare. Inutile spiegare alla persona in questione che l’ospite é sacro, che in caso di visita si fa in modo di dedicare mezz’ora o un’ora del proprio tempo a chi è arrivato. E che, in caso di impegni, è bene comunicare con garbo le proprie necessità. Prendere e fare quello che necessita lasciando l’ospite da sola sul divano non è Bon Ton. È una vera cafoneria.

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15 commenti Aggiungi il tuo

  1. emcquadro ha detto:

    Il rispetto di poche, ma basilari regole, consentirebbe di vivere in maniera quanto meno civile, cosa che, invece, non sempre è possibile.
    Adulti o bambini, in effetti, poco cambia: l’educazione al rispetto o c’è o non c’è.

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    1. elettasenso ha detto:

      Certamente, i bambini hanno però una scusante: sono stati educati – o no – dai loro genitori. Buona serata e grazie del pensiero

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  2. tramedipensieri ha detto:

    A volte basta così poco per essere cortesi e accogliere gli altri.
    Sta differenza tra animali e umani francamente mi ha stancato…che frase triste e infelice, davvero
    L’emblema dell’egoismo

    Per il resto le persone dovrebbero interagire nel pieno rispetto e trattare gli altri come loro stessi vorrebbero essere trattati: tutto qua

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    1. elettasenso ha detto:

      Tratta il tuo prossimo come te stesso. Buona serata 🌹

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  3. Walter Carrettoni ha detto:

    Io gli avrei fregato l’argenteria e svuotato il frigo…

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    1. elettasenso ha detto:

      😀😀😀 ma non si risponde alla cafoneria facendo man bassa. Comunque molto divertente la scenetta che suggerisci…

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      1. Walter Carrettoni ha detto:

        E mi sono trattenuto… 😎

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      2. elettasenso ha detto:

        Metti sempre una nota divertente e leggera. Che a me non spiace 🐞🐞🐞

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  4. Dimmi di Scampia ha detto:

    Sono d’accordo,anche se i nostri tempi così veloci e frenetici non sono favorevoli all’essere educati

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    1. elettasenso ha detto:

      Allora è bene imparare a rallentare 😉

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  5. Neda ha detto:

    Quanto hai ragione!
    Nella mia via, siamo una decina di abitazioni, ognuna con il proprio giardino e c’è anche un piccolo condominio con annesso un bello spazio verde. Eppure, ci sono giovani genitori che lasciano scorrazzare i propri figli per strada, i quali lanciano grida belluine fino a tarda ora, con anche il rischio di essere investiti da qualche auto di passaggio.
    Il mio vicino di casa, infastidito dalle urla di questi mostriciattoli durante la sua cena, si è permesso di redarguirli con garbo. Non l’avesse mai fatto, il genitore si è precipitato a suonare il campanello del mio vicino e gliene ha dette di tutti i colori.
    Quando ero ragazzina io, se andavo a lamentarmi da mia madre perché un adulto mi aveva sgridato per qualcosa che avevo fatto, mia madre mi avrebbe accompagnato da quell’adulto e mi avrebbe obbligato a chiedergli scusa.

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    1. Neda ha detto:

      A proposito di ristorante e di bambini. Ricordo quando andavo al mare con mia figlia piccola, alla quale non era permesso alzarsi da tavola fino a che non avevamo finito il pranzo e, per tenerla tranquilla fra una portata e l’altra, le portavo a tavola un quaderno e dei pastelli perché potesse passare il tempo senza infastidire gli altri.
      Un signore, che aveva due figli che erano delle vere pesti, si permise di criticarmi perché, secondo lui, io “tarpavo le ali” di mia figlia, non lasciandola libera di fare quello che voleva. Non ebbi modo di replicare: mentre lui parlava, il suo pargolo finì tra le gambe del cameriere che cadde a terra rovesciando la zuppiera fumante sul capo del ragazzino.

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      1. elettasenso ha detto:

        Sembra una barzelletta. In tutti i ristoranti capisco subito se si tratta di famiglie straniere. Come te e me le madri portano blocchi e colori per rispetto della noia dei bimbi a tavola e per rispetto degli altri. Altro che tarpare le ali! La mia libertà termina dove inizia quella degli altri: anche di cenare o pranzare in pace.

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    2. elettasenso ha detto:

      Cara Neda non esiste che oggi un bambino chieda scusa. Perché sono rari i genitori che insegnano il rispetto. Anch’io sono stata educata come te e se mi fossi comportata male oltre a essere seriamente sgridata venivo portata immediatamente a chiedere scusa. Ormai certi marmocchi sono sempre giustificati. Crescendo senza quattro regole crescono male, credendo che tutto è lecito. Colpa di certi genitori che non sanno educare. Per fortuna ci sono le eccezioni.

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