Teschi

Aveva sognato teschi. Li prendeva dalla terra e li buttava contandoli: erano cinque. La sera precedente Eva si era coricata presto: il caldo improvviso l’aveva resa esausta.
Aveva sgrovigliato la matassa dei possibili. Meglio evitare ogni servile dipendenza. Le forme anfibie lavoravano sott’acqua. S’era chiusa in una ostinata forma di silenzio. Non le uscivano parole per troppo brusio del passato. Occorreva stare immobile. Non era tempo di muovere pedine. La inchiodava la mediocrità. La continua assurda ripetizione di temi fonici. Come un disco rotto. L’inutile ripetere.

“Il fatto è che il destino è una cosa che ci sorprende e non ha niente in comune con la forma che abbiamo voluto prefissargli”.
Borges
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6 commenti Aggiungi il tuo

  1. massimolegnani ha detto:

    Condivido l’atteggiamento di Eva, quando l’alternativa al silenzio è l’essere costretti a usare parole trite, ripetute troppe volte, allora è meglio tacere
    .
    ml

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    1. elettasenso ha detto:

      Infatti. Inutile ripetere, anche noioso.

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  2. Rain ha detto:

    Teschi… bellissima immagine per un sogno… guardare negli occhi la morte e la nostra finita infinitezza

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    1. elettasenso ha detto:

      Anche per me è stato un bel sogno. Non avevo nessun problema a toccarli. Dimentichiamo spesso la nostra finitezza. Buona giornata cara

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  3. Paola Bortolani ha detto:

    Citazione perfetta, perfetta!

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