Bambole di cera

Enrico dispose le sue bambole di cera, preso dal terrore dell’assenza. Non cessavano mai le sue emorragie narcisistiche: si espandevano come macchia di medusa sulla bianca tovaglia.

Allora lui si avvoltolava nell’angusta cella proteggendosi con una coperta polverosa e-lisa.

La bambina irascibile era tenuta costantemente fuori: aveva uno spillo che penetra.

Per paura della verità lui la voleva a distanza.

( Come … Céline )

( Rielaborazione grafica di Eletta Senso )

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. massimolegnani ha detto:

    brano breve e suggestivo.
    mi confonde quel “Celine” al fondo, non mi sembra nel suo stile e poi quel “e-lisa” trovo appartenga proprio a te.
    ml

    Piace a 1 persona

    1. elettasenso ha detto:

      Infatti. Era un test che tu hai superato brillantemente. Sono io: come Céline 😀

      Mi piace

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