Kintsugi

Amarsi non è poi così difficile. Basta accorgersi che l’altro è l’unico che ami. Che non desideri perderlo. Nonostante il masso di Sisifo e le pietre. Nonostante i cocci. Che poi possiamo aggiustare come fanno i giapponesi con un filo d’oro. Nell’arte del kintsugi. Così le crepe risaltano e diventano non più ferite: ma segni grafici, estetici. Come certe rughe e cicatrici che raccontano la vita. Si ama quando si palpita. Non si ama quando si è morti, morti dentro prima della fine. Quando si desidera. Quando vedere l’altro ti dà un battito d’ali.

Annunci

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. nerodavideazzurro ha detto:

    C’è tanta umanità nel trovare purificazione e bellezza in ferite rimarginate (seppur d’oggetti) fino a farne qualcosa di migliore. Buona domenica 🙂

    Piace a 1 persona

    1. elettasenso ha detto:

      Buona domenica a te 🎆🎆🎆

      Piace a 1 persona

    2. elettasenso ha detto:

      Anche a te 🌛🌜

      Mi piace

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...