Area di formiche 


Mossi i fantomatici ingranaggi del giorno Erika cercò il maglione nell’area di formiche della camera. La mente non ancora sgombra da complesse polverose ombre oniriche. Si apprestò ai quotidiani riti mentre – fuori – imperava il freddo. 

Nel ventaglio di luce osservò la pianta con le brattee arancioni. Nuova ospite del davanzale.

Sulla panchina color cenere si era già sdraiata la rossa gatta. Se la trovava dietro ovunque andasse. Aveva deciso di nutrirla adottarla e darle un nome. 

Dopo giorni di straordinarie evoluzioni emotive era tempo di ritornare alla interiore calma appena increspata dal vento. Con un gesto rapido prese il maglione e le calde calze e si alzò.

Niente ha una valida ragione per accadere. Ma bisogna pur arrendersi a ciò che accade.

Il Fato imprime movimenti occasionali alle leggere ragnatele del nostro vivere. Non siamo forse altro che relitti galleggianti nell’oceano del Caos? Dove ci porterà la corrente? A quali porti approderemo e quale la durata del nostro viaggio? 

Siamo come intrappolati nella circospezione del limitato quadrato visivo. Temiamo di volare oltre per memoria di Icaro. Eppure qualcosa ci chiama. 

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4 commenti Aggiungi il tuo

  1. alemarcotti ha detto:

    Si, qualcosa ci chiama☺

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  2. nerodavideazzurro ha detto:

    Liberatorio quell'”Eppure”. 😉
    Buona domenica a te!

    Piace a 1 persona

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