Conversazione 

A me piace analizzare, sezionare, osservare, capire. Non mi piace sostare sulla superficie, non gradisco i muri, i recinti, i box, gli ” alt “, i ” basta “. Non mi accontento dell’evidenza, della maschera, del ruolo.

Credo che la realtà sia complessa e vada analizzata tenendo conto di tutti i punti di vista, di tutte le angolazioni.
Una sera, parlando con il mio uomo, che é divorziato, gli dicevo: – Mi piacerebbe parlare con tua moglie.

Sapere il suo punto di vista, conoscere la sua lettura.

Preferisco la panoramica, dopo aver osservato un dettaglio.

Il frammento fa parte di un insieme, come la tessera di un mosaico.
C’è qualcuno che, invece, chiude tutte le porte a chiavi. Non ammette indagini. Non ammette intrusioni. Non vuole mettere le carte sul tavolo. Teme il giudizio e si chiude a riccio.

Chi sei tu? Non solo quello che racconti di te, ma anche la somma dei racconti che gli altri fanno su di te. La lettura sociale. Il volto che mostri quando il tuo comportamento é semplicemente mostruoso.

Dobbiamo dare conto di ogni nostra azione perché ciascuno é responsabile delle scelte che fa e ne subisce le conseguenze.

In una conversazione con amici e conoscenti io pongo domande, mi piace scavare. Conoscere è non fermarsi allo stato teatrale: ciascuno con il suo ruolo imparato a memoria, recitato ogni giorno dalla mattina alla sera. La coda del pavone per farsi ammirare. Vedi quanto sono bello e intelligente? E sotto cosa c’è? Come vivi soffri gioisci senti? Cosa veramente desideri o provi?

Cosa vuoi dire con questa battuta? Che desiderio ti muove? Che ne pensi di questo fatto?

Ci sono persone che fanno monologhi continui. Neppure ascoltano. Si lamentano incessantemente. Non ho dormito, non ho mangiato, ho un sacco di cose da fare, nessuno mi ama. Mi fa male la cervicale la schiena il piede la testa. Se poi, momentaneamente, sei tu ” fuori uso” l’attenzione non si sposta dal proprio centro egoico per vedere le necessità dell’altro. Non chiedono: come stai? Come posso aiutarti?
Il rimbalzo della pallina comunicativa non c’è.

Io stanotte non ho dormito, e tu?

Ho passato la giornata facendo questo e quello, e tu?

Io esco per andare dalla fisioterapista e tu?

Io vado in città a prendere una cosa che mi serve, e a te cosa serve?

Io vado a giocare con il vicino, e tu che programmi hai?

Io mangio e tu?
In questo ” e tu? ” c’è tutta la magia della comunicazione efficace, inclusiva dell’interlocutore.
L’altro che ci sta davanti, al tavolo a cena o al tavolino del bar, non occupa solo uno spazio fisico.

Ieri ho detto a una persona: – A volte penso che se invece del mio corpo, fermo e muto in ascolto, ci fosse una bambola di plastica, non cambierebbe nulla.

Possiamo educarci a considerare la sua presenza come valore aggiunto in una comunicazione o conversazione? Possiamo sforzarci di uscire dal nostro EGO e vedere anche i desideri, problemi, vissuti dell’altro?

Possiamo imparare ad ascoltare veramente, e non superficialmente l’altro? Possiamo includere anche la persona che abbiamo vicino in una con-vers-azione? La conversazione prevede un movimento “verso” l’esterno e ” con ” cioè insieme all’altro.
Se non possiamo comunicare o conversare, tanto vale chiuderci in una stanza e parlare ad alta voce al muro.

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15 commenti Aggiungi il tuo

  1. Walter Carrettoni ha detto:

    Io con il mio muro faccio discorsi molto interessanti. E tu?
    Scherzi a parte, sarebbe molto bello avere rapporti interpersonali come quelli auspicati da te. Molto spesso, troppo spesso, guardiamo solo a noi stessi.

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    1. alemarcotti ha detto:

      😂😂😂il mio muro non ne può più di me

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      1. elettasenso ha detto:

        Cara Ale 😀

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    2. elettasenso ha detto:

      Proprio perché sarebbe bello, perché non cominciare? Come dicevo ieri a una persona: qui a volte trovo più “ascolto e conversazione” che nel quotidiano reale. Purtroppo! Buona serata Walter

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      1. Walter Carrettoni ha detto:

        Se ti può consolare è lo stesso per me…A volte. E non è una buona cosa…

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      2. elettasenso ha detto:

        Lo so: è dura. 😀

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  2. nerodavideazzurro ha detto:

    SAnte, veramente sante parole!

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    1. elettasenso ha detto:

      Grazie Davide . Ho detto giusto: il nome?

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      1. nerodavideazzurro ha detto:

        Non ci di sbaglia, basta togliere i colori 😉

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  3. Sephiroth ha detto:

    Mi piacerebbe scavare a fondo sulle persone, ma la maggior parte di loro, tolto l’egocentrismo, giocano molto sulla difensiva, come se quelle domande poi potessero avere altri intenti.

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    1. elettasenso ha detto:

      Ti regalo una massima di Andrè Gide: ” Ci preoccupiamo talmente di apparire, che a volte non sappiamo più chi siamo in realtà”. A me piace scavare in me e negli altri, al di là della apparenza. Buona giornata ☺

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    2. elettasenso ha detto:

      Importante è provare. In situazioni sociali dopo i guizzi e le chiacchiere, sicuramente piacevoli, ogni tanto buttare un amo più in profondità, a mio parere non è male. Il tutto, sempre, fatto con garbo. Antica parola in disuso. Buona serata ☺

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      1. Sephiroth ha detto:

        Concordo. Infatti molte volte ci provo, mi piace capire chi ho davanti, cosa nasconde dietro la corazza, però spesso la loro diffidenza li immobilizza. Si bloccano. Allora capisci che non vogliono andare oltre. 🤷🏻‍♂️

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      2. elettasenso ha detto:

        Certo, allora inutile forzare. Buona giornata ☺

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