Qui

Cammino per la strada ghiacciata e sono quietamente felice. L’aria è tersa e mi rinfresca la parte di viso sotto il cappello a larga tesa nero.

Vado dalla parrucchiera che ormai è una amica. Là trovo un’altra donna che ormai è un’altra amica. Chiacchiere di donne leggere.

Nel negozio ci sono molti oggetti fatti a mano, per la festa natalizia, con cura e buon gusto. Gli alberi addobbati stanno come allegre sentinelle ai lati della strada. L’anno prossimo farò anch’io parte del gruppo “decorazioni natalizie”.

C’è il mercatino aperto nella bellissima casetta in legno del museo. Sul balcone una sontuosa slitta del tempo che fu.

Il nostro vicino ieri ci ha invitato a mangiare selvatico sabato sera. Gli ho detto che mi piacerebbe fargli un ritratto. Ha un viso scavato nella roccia. La lunga barba sale e pepe. Un volto davvero interessante.

Asserisce che mangiare selvatici è più sano che mangiare carne imbottita di ormoni. Asserisce che il selvatico vive la sua vita libero nei boschi e che non sente la paura dei manzi che vengono portati al macello. Paura che entra nel sangue. Paura che noi mangiamo.

Ricordo quando ero piccola: nel cortile c’era una stalla. Il giorno che arrivavano con il camion a portare al macello le bestie e le caricavano con i forconi, la paura la sentivi. Ci chiudevamo in casa per non sentire i muggiti disperati.

Forse il vicino ha ragione.

Annunci

18 commenti Aggiungi il tuo

  1. alemarcotti ha detto:

    Caspita… Ricordo anche io un momento simile dei poveri animali al macello 😥

    Piace a 1 persona

    1. elettasenso ha detto:

      Povere bestie 🐐🐐🐐

      Piace a 1 persona

  2. Neda ha detto:

    Io ricordo quando, da bambina nella fattoria del nonno, scannavano il maiale all’inizio dell’inverno, sull’aia davanti a casa. Per noi era un fatto normale, una giornata di feste, di leccornie da assaggiare quel giorno e la certezza di avere cibo per l’inverno. Era l’immediato dopoguerra, non c’era nemmeno la luce elettrica. La fame che gli adulti avevano patito durante la guerra, trasformava in festa un rito tribale e la gioia di quel rito era trasmessa a noi bambini.

    Piace a 2 people

    1. Neda ha detto:

      Del resto, anche gli animali selvatici che vengono cacciati o presi nelle tagliole, hanno la stessa paura di quelli mandati al macello.

      Piace a 1 persona

      1. elettasenso ha detto:

        Il cacciatore mi ha detto che è un attimo solo. Un buon cacciatore non fa agonizzare. Un colpo ed è finita. Il trasporto al macello è invece una lunga agonia.

        Piace a 1 persona

      2. Neda ha detto:

        Sei mai stata ad una battuta di caccia?

        Piace a 1 persona

      3. elettasenso ha detto:

        No. Tu sì? Francamente non penso di essere capace di sostenere una battuta di caccia. Non amo la violenza. Di qualsiasi tipo sia.

        Piace a 1 persona

      4. Neda ha detto:

        Io ho assistito ad alcune battute, sia la caccia al cinghiale che a quella di posta o con i cani da penna. Non è così semplice. Spesso gli animali sono solo feriti e non muoiono subito. I fagiani cadono e i cani li prendono, se non sono ben addestrati li straziano. Un cinghiale ferito diventa parecchio pericoloso.
        Ho allevato conigli, polli e anatre per la famiglia. Non esiste morte indolore, immediata, per quanto si sia abili macellai. E la pesca, che sia fatta con la canna o con le reti, non è da meno, solo che i pesci non urlano. Il gatto, è nella sua natura, gioca con la propria preda prima di cibarsene. Pesci divorano altri pesci. La natura è fatta così e solo noi esseri umani, in nome di una compassione e di una pietà che nulla hanno di naturale, siamo i soli a chiamarla crudele. Noi siamo in cima alla catena alimentare, ci cibiamo di piante e di animali. Credere che ciò possa essere modificato è illogico. Ben presto ci saranno sulle nostre tavole anche gli insetti, del resto ci cibiamo già di invertebrati e molluschi, di crostacei ed anfibi. Dipende sempre da quale angolatura si guardano i fatti e le cose.

        Piace a 1 persona

      5. elettasenso ha detto:

        Davvero molto compiuta la tua riflessione. Grazie. Penso che tu abbia totalmente ragione.

        Piace a 1 persona

    2. elettasenso ha detto:

      Questo – come altri riti – appartengono alla cultura contadina e rurale. Avevano un senso. Oggi ne hanno meno gli allevamenti intensivi. Non legati a nessuna cultura, solo alla catena dei supermercati. Dove posso evito.

      Piace a 1 persona

  3. rodixidor ha detto:

    leggere le chiacchiere o le donne ?
    (ho visto anche io il film “Il silenzio degli innocenti” 😉 )

    Piace a 1 persona

    1. elettasenso ha detto:

      Leggere donne che fanno leggere chiacchiere. La leggerezza è una virtù. 😉

      Piace a 1 persona

  4. massimolegnani ha detto:

    Da orso quale sono ammiro il tuo lento fonderti con il paese.
    ml

    Piace a 1 persona

    1. elettasenso ha detto:

      Sanno prendermi… Forse perché sono la novità. Comunque per ora mi faccio coccolare 😉

      Mi piace

  5. Paola ha detto:

    Anche io mi chiedo spesso delle sensazioni degli animali. Non sono vegana, ma ci penso

    Piace a 1 persona

    1. elettasenso ha detto:

      Brava. Anche io non sono vegana, ma ci penso. Comunque ieri sera ho mangiato un ottimo camoscio 😆

      Piace a 1 persona

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...