Quanti soldi

il

“DITEMI QUANTI SOLDI E TEMPO SIETE DISPOSTI A SPENDERE PER UNA PERSONA E IO VI DIRÒ QUANTO È IMPORTANTE PER VOI”.

Stasera affronto un tema scottante e facilmente equivocabile: il tema del vil denaro. Del soldo. Della sonante moneta.

Siete generosi? Con chi?

O tenete il vostro gruzzoletto sotto il cuscino per dormire sonni tranquilli credendo che – sempre – ci sarà un futuro.

C’è un bel esercizio da fare in coppia. Seduti uno davanti all’altro. Purtroppo il libro è in una scatola e quindi dirò in modo sommario uno step.

Occorre guardarsi negli occhi e dopo aver fatto una buona relazione lui dice a lei:

– Ti prendo tutto.

Pausa. Respiro. Occhi negli occhi poi sarà lei a dire a lui:

– Ti prendo tutto.

Io questo esercizio l’ho fatto con il mio ex fidanzato. Con l’uomo attuale neppure ne parlo. Non capirebbe il senso.

Il denaro è energia. Essendo energia va scambiato. Chi lo accumula lo perde o, comunque, ne perde il senso.

Ieri ho stracciato davanti agli occhi stralunati del mio “generoso uomo” un vitalizio da duecentomila euro che mi aveva lasciato il mio ex. Naturalmente essendoci lasciati ormai da diversi anni non penso che fosse ancora valido anche se la scadenza era 2019. Menefrego.

Non ho particolari attaccamenti alle cose o ai soldi. Mi servono. Li uso perché mi servono, non sono loro serva.

Detesto i taccagni. Gli omini dalle braccine corte. Le donne che ” l’uomo è interessante se ha denaro”.

Apprezzo i generosi. Quelli che sanno fare un gesto senza badare al denaro per far contento il prossimo. L’altro.

Apprezzo quelli che se ricevono un dono ringraziano.

Detesto quelli che se fanno un dono rinfacciano.

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13 commenti Aggiungi il tuo

  1. Giuliana ha detto:

    Credo che il rapporto col denaro sia direttamente proporzionale al bisogno che ne hai. Se hai di che vivere dignitosamente ti puoi permettere di strappare tutto quello che vuoi. Ma se non si riesce neanche a gestire il quotidiano credo che l’orgoglio uno se lo metta in tasca

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    1. elettasenso ha detto:

      Hai perfettamente ragione, Giuliana. Il mio gesto è stato raccontato come esempio di distacco perché quel vitalizio, ai tempi, era stato dato senza cuore e alla fine di un rapporto. Ho strappato in vita diversi assegni dati da mani che facevano il gesto con aria di sufficienza. Non mi importa il denaro. Mi importa il cuore. Non mi importa il brillante, mi importa il simbolo. Buona giornata cara Giuliana

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      1. Giuliana ha detto:

        Un abbraccio 🤗

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  2. Lallib ha detto:

    Io tendenzialmente sono tirchia, mi piace risparmiare o cercare di spendere poco; credo di farlo un po’ per indole e un po’ perché a casa mia sono la Banca e se qualcuno resta a secco devo rimediare io. Molto stressante. Quando però ho le tasche pienotte e nessuno che mi prende per un bancomat offro e regalo a chiunque con gran piacere.

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    1. elettasenso ha detto:

      Brava Lally. Vedi: sei generosa comunque. Essere generosa non è antitetico ad avere le cosiddette mani bucate. Il denaro, essendo energia, va rispettato. Usato. Non inutilmente trattenuto perché di là andremo con un vestito senza tasche. Buona serata cara

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      1. Lallib ha detto:

        C’è chi vive nell’incubo del denaro e non fa altro che accumularlo accumularlo accumularlo. Avranno un montagnozzo di monetine sotto al materasso? Spero di si per loro…

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      2. elettasenso ha detto:

        Chissà. 😊

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  3. massimolegnani ha detto:

    il tuo fidanzato di allora è diventato ex quando gli hai detto “ti prendo tutto”?
    battute perfide a parte, è troppo facile per me dire che il denaro non ha importanza, dato che ne ho più di quel che mi serve.
    probabilmente se faticassi ad arrivare a fine mese, avrei col denaro un rapporto diverso.
    ml

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    1. elettasenso ha detto:

      Divertente battuta. Comunque la risposta è no, visto che mi ha lasciato il vitalizio di 200.000.
      Per quanto riguarda il resto non sono completamente d’accordo: mi ricordo una storia di un extracomunitario scritta da un tipo di nome Massimo Legnani… pur essendo povero, il ragazzo extracomunitario è corso dietro la macchina per ridare i soldi. Si chiama dignità e, spesso, appartiene più ai poveri che ai ricchi. Ciao caro

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      1. massimolegnani ha detto:

        A questo punto non posso che darti ragione 🙂 non e’ solo la disponibilità di denaro che può rendere generosi, ma soprattutto la disponibilità d’animo
        Un sorriso

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  4. Paola ha detto:

    Al di là della necessità, per il resto sono tante le cose che non si monetizzano, e che proprio per questo sono più rare, più difficili da capire, da trasmettere, da ricevere. Grazie del post

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    1. elettasenso ha detto:

      E grazie del tuo bel commento. Sono pienamente d’accordo. Una carezza non costa, un “come stai?” Neppure. Buon pomeriggio cara Paola

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