E bianco e nero

il

La donna dagli occhi di tigre camminava con passo felpato sul filo di confine.

Non sapeva dove deporre il pezzo che le brancolava dalla bocca: se nel lembo di terra nera o nella zona bianca lattiginosa.

Intanto il pezzo variava di colore così che pareva non averne uno proprio stabile.

Alla donna sarebbe servito un qualsiasi appiglio per definire l’ordine classificatorio sulla grande scacchiera.

Il cielo lacrimava incessantemente. La donna dagli occhi di tigre osservava muovendo il capo un poco a destra, un poco a sinistra.

Incapace di scegliere dove deporre il pezzo: in quale campo e ruolo definirlo e finirlo.

L’entrata era ermeticamente serrata e i cardini da tempo s’erano fusi con il legno. Il tempo li aveva resi compatti e statici. Sembrava impossibile destarne il sommesso cigolio.

La porta di accesso al salone era da tempo inviolabile. Impenetrabile. Forse neppure una testa d’ariete avrebbe potuto sfondarla, squarciarla.

Se così fosse successo sarebbe finalmente entrata luce a dipingere il polveroso pulviscolo del presente, svelando finanche le remote forme del passato.

La donna dagli occhi di tigre era inquieta: aveva un pezzo nuovo da collocare in una zona ancora da decifrare. Non tutto poteva essere catalogato. Qualcosa sarebbe rimasto nell’informe ammasso simbolico dal significato non univoco.

E l’uno e l’altro.

E bianco e nero.

Annunci

8 commenti Aggiungi il tuo

    1. elettasenso ha detto:

      Grazie, sempre gentilissima 💓

      Mi piace

  1. Paola ha detto:

    Qui il grigio non c’entra, o bianco o nero

    Piace a 1 persona

    1. elettasenso ha detto:

      Detesto il grigio. Come in genere tutte le categorizzazioni quando diventano gabbie. Buona giornata cara Paola 🌼

      Piace a 1 persona

      1. Paola ha detto:

        Anche a te 🙂

        Piace a 1 persona

  2. massimolegnani ha detto:

    più di una scacchiera le servirebbe un classificatore dai colori più sfumati
    ml

    Piace a 1 persona

    1. elettasenso ha detto:

      È una metafora sull’assurdo bisogno di classificare catalogare etichettare. Per fortuna, come scrivi tu, la realtà ha infinite gamme cromatiche. 🌈🌈🌈

      Mi piace

  3. elettasenso ha detto:

    ” Se infatti per la ragione il significato di odio è l’opposto del significato di amore, per la psiche amore e odio convivono in ogni sentimento che pervade l’anima. Ma l’anima è tanto il presidio della ragione ( anima razionale ) quanto l’abisso dell’inconscio ( anima psichica ). La prima si muove su un registro disgiuntivo, potremmo dire anche dia-bolico, la seconda si muove su un registro congiuntivo, quindi sim-bolico se è vero che SIMBOLO significa METTERE ASSIEME ( sýn-bàllein ) ciò che la ragione disgiunge”. U. Galimberti

    Mi piace

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...