Non ricordo

Possiedo molti libri, ho cataste di libri in camera anticamera studio sala. Mancano in cucina ma non in bagno. Ora, poco fa, passando davanti a una catasta nell’ingresso ho fatto caso a un libro: Reale e virtuale di Tomás Maldonado. Ho pensato che era un vecchio regalo dimenticato. Sicura di non averlo mai letto l’ho preso in mano per dargli un’occhiata. E, con mia grande sorpresa, ho visto che non solo è stato letto ma, come mia abitudine, è anche completamente sottolineato e commentato nei margini.

Voi non potete capire lo sconforto che mi prende ogni volta che mi capita, cioè spesso. Il motivo dello sconforto è la mia pessima capacità mnemonica. Penso che abbia più memoria un’ameba. Il fatto è che non ricordo niente, non solo i libri letti, ma anche le date i luoghi i fatti. Questa sorta di idiotismo non mi ha preso solo ultimamente: ho sempre avuto una labilissima memoria.

Ci sono persone che ricordano tutto: sanno declamare battute di un film, barzellette, sanno sbatterti in faccia date e nomi e luoghi di battaglie storiche, capitali e stati di tutto il pianeta.

A volte di fronte a queste montagne cartacee che ormai invadono il mio spazio vitale mi sorge spontanea la domanda: a quale scopo io continuo a leggere leggere leggere se poi, alla fine, sembro una cretina e non ricordo nulla?

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36 commenti Aggiungi il tuo

  1. rodixidor ha detto:

    Se ti può esser di conforto, anche io vivo della stessa maledizione.

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    1. elettasenso ha detto:

      Mi è davvero di conforto 😁 grazie 😀😊

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  2. Serena Lavezzi ha detto:

    Ciao! Guarda capita anche a me, in questo senso: mi chiedono se ho letto un libro, so di averlo letto e se voglio ulteriore conferma la trovo nel quaderno dove da una ventina d’anni scrivo ogni libro letto. Eppure non ricordo nulla della trama. Il brutto è che a volte mi rimangono molto nebulosi anche libri di pochi mesi prima…di solito mi giustifico col fatto di leggerne talmente tanti. Ma.. chissà!

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    1. elettasenso ha detto:

      Meno male che non sono la sola: forse è un disturbo che affligge proprio chi legge molto. Chissà 😁

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      1. Serena Lavezzi ha detto:

        Diciamo che me la racconto così, tante trame, tanti personaggi mischiati. Ma forse è solo poca memoria.. e non aumenta con l’età! 😛

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      2. elettasenso ha detto:

        Il libro di oggi, come molti altri che leggo, è di saggistica. Ancora peggio non ricordare un contenuto di studio che una trama ahimè 😊

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      3. Serena Lavezzi ha detto:

        Purtroppo il principio vale per tutti i generi!

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  3. Chef V. ha detto:

    Sei uno spacco😜👊

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  4. Neda ha detto:

    Io ho la maledizione inversa: ricordo tutto, troppo.
    Se prendo in mano un libro, un fumetto, un giornale, letto quaranta, cinquant’anni fa, dopo le prime parole, le prime immagini, tutto torna alla memoria. Non c’è più il piacere della sorpresa, dell’avventura. Rileggo, allora, per cercare altro: lo stile, gli errori, i refusi.
    Vengo usata dagli altri come agenda, memoria, segretaria.
    Credimi, non è divertente nemmeno un po’.

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    1. elettasenso ha detto:

      Ci credo: la misura, come sempre, sta nel mezzo. O troppo o niente. Comunque sicuramente meglio essere presa per un’agenda che per una piccola idiota 😀 ciao Neda grazie per il contributo

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      1. Neda ha detto:

        Pensavo che con l’età avanzata la mia memoria avrebbe subito delle defaillances, ciò non è ancora accaduto. Forse per il fatto che quando noi vecchi si andava a scuola dovevamo studiare parecchie cose a memoria. Poi ho fatto un lavoro che mi ha obbligato ad esercitare la memoria fino all’eccesso e le abitudini del passato rimangono anche al presente.
        Credo che oggi ci siano troppi strumenti che aiutano a ricordare senza dover esercitare la memoria.
        Comunque, quando io voglio ricordare qualche cosa, lo scrivo su un pezzo di carta, così lo ricordo meglio, perché il cervello viene sollecitato, oltre che dal pensiero, anche dalla mano che scrive e dall’occhio che legge.
        Ciao, buona serata.

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      2. elettasenso ha detto:

        Non potrei mai vivere senza scrivere appuntamenti liste cose da fare… Ciao 😊

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    2. Neda ha detto:

      P.S., io leggo ancora dai cinquanta ai settanta libri l’anno, spesso in lingua originale.
      Ci sono stati periodi in cui leggevo anche 5 libri la settimana. Ho letto di tutto, soprattutto ciò che è stato scritto fino agli anni 60/70, i grandi scrittori internazionali e i grandi italiani, di cui ricordo titoli, libri, biografie. Degli attuali, sinceramente leggo poco, a meno che non si tratti almeno di una seconda o terza edizione e che tratti argomenti a me cari. Di parecchi autori ho tutte le opere, di altri ho letto tutto ciò che hanno scritto rivolgendomi alle biblioteche.
      Amo anche i gialli: della Christie ho più di 100 titoli e non li confondo mai, ricordo ogni storia, i personaggi e gli eventi. Spesso, vedendone la trasposizione in un film, noto immediatamente le discordanze e vado a confrontarle con il libro.
      Credo che noi ricordiamo solo ciò che ci piace o che veramente ci interessa e credo anche che la memoria debba essere esercitata come si esercitano i muscoli.

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      1. elettasenso ha detto:

        Sono nata così. Sono convinta che la memoria va esercitata ma la mia è proprio recalcitrante. Accidenti 😢

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      2. Neda ha detto:

        Ti auguro che prima o poi cambi in meglio.
        Un abbraccio e buona serata.

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      3. elettasenso ha detto:

        È una vita che ci convivo. Grazie comunque buona giornata 😊

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      4. Neda ha detto:

        Buona serata a te.

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  5. Transit ha detto:

    Credo che leggere sia più importante che ricordare ciò che si è letto. A meno che non si eserciti un mestiere in cui bisogna dar sfoggio ciò che si è letto e studiato tipo un attore, un medico, avvocati e professioni declamatorie. Diciamo che ricordare i libri, il contenuto e i personaggi si avvicini molto al nozionismo, ciò non toglie che sia davvero meraviglioso ricordare tutto quel che si è letto, ma è anche praticamente impossibile. A meno che non si è ricevuto il dono, o meglio la capacità, di una memoria fotografica. Tra l’altro già, tra Cinquecento e Seicento, c’era già chi faceva uso di mnemotecnica per ricordare tutto. Comprai anni fa un libro(che ho da qualche parte e che adesso vorrei tanto trovare subito …) di una scrittrice inglese France non ricordo cosa, che citava in particolare un autore italiano che aveva ideato una mappa per ricordare il passato e tutti le persone e i luoghi in cui si era vissuti. Comprai quel libro, poiché stavo affrontando memoria e scrittura con uno scopo preciso: non solo ricordare il passato tout court, ma muovermi nel palcoscenico del passato a partire dai luoghi, anche se non molti, in cui mi ero mosso a quel tempo. Insomma disegnare una sorta di mappatura come se mi trovassi in una sorte di doppia toponomastica … del contesto fisico e anche dell’anima e delle emozioni.

    … Caspita, della serie: che culo!, l’ho trovato, proprio alla mia sinistra sulla quartultima mensola della libreria bianca di JKEA … Ecco il libro, copertina bianca, e in alto un immagine di un quadro in bianco e nero … in cui sono raffigurati tre volti presi di fronte e di profilo che rappresentano tre età. Edito dalla Einaudi tascabili e sotto il titolo compare lo struzzo nell’ovale. Autrice: France A. Yates. titolo del libro: L’arte della memoria.

    Ecco quanto trovo scritto di mio pugni dopo che iniziai a leggerlo anni fa: Gli anni
    Mettere gli anni nei loro loci.( Escogitai anche di mettere vicino agli anni anche qualche fatto accaduto e una canzone …) A fianco un suono o un rumore, persino una parolaccia, una voce di bestemmia, un nome, un viso, un corpo di donna, bambino o altri. Anche di qualche animale con cui si era a contatto nel vicolo. Ricordo che mamma comprò una gallina per ricavarne delle uova. Ricordo che si chiamava Nanninella e che spesso accarezzavo la testolina e mi divertivo perché a un certo punto lei si addormentava e quando si svegliava perché scappavo via a giocare con i miei amici, lei destandosi, e allarmata, guardava in ogni direzione. Andava bene ricordare un letto, un materasso, eventuali cimici o scarafaggi, topi e zoccole di fogna. Cani come Tittinella ‘a cana che gironzolava nel vicolo con i suoi sempre numerosissimi figli. I ragni con le zampe lunghe che frequentavano i posti umidi. Il cesso che in certe case era dentro, in un angolo come un pugile alle corde, e in altre fuori, anch’egli freddo in uno spazio minimo. Insomma muoversi in quei luoghi come in una mappatura mnemonica … e quindi andata e ritorno … e scrivere, ricordare, scrivere, rivivere e scrivere.

    Tra le pagine 184 e 185 del libro della Yates c’è un foglio piegato in tre in cui compare un disegno mappa e lateralmente in alto c’è scritto: IL TEATRO DELLA MEMORIA DI GIULIO CAMILLO.

    Più in basso al centro del semicerchio dell’immagine grafica c’è scritto: LE SETTE COLONNE DELLA CASA DELLA SAPIENZA DI SALOMONE.

    Dietro il primo foglio dopo la copertina vi è la stampa di un personaggio maschile giovane nudo che ha un cappello in testa e nella mano sinistra regge un candelabro sormontato da sette candele e più sotto ai piedi una scritta in latino. Trovo scritto di mio pugno: La luce(la ragione, la razionalità) dovrebbe squarciare il buio e l’oscurità.

    Anche Giordano Bruno si interessò molto all’arte della memoria.

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    1. elettasenso ha detto:

      Caspita: che trattazione. Sei proprio unico Transit. È da quando ero studente che uso mappe per ricordare, prima ancora che diventassero di moda le mappe concettuali io le facevo perché per ritenere dovevo e devo vedere. Ho una memoria visiva. Nell’altro mio blog ho scritto un post sull’idea di fare una sorta di enorme mappa della propria vita. Vedi la sincronicità.
      Mi sembra ( ora non ho voglia di controllare in libreria e, naturalmente, non ho memoria ) comunque mi sembrava fosse Gardner ad asserire che le intelligenze sono multiple, mi pare sette e che non è così vera l’equazione memoria=intelligenza. Quindi, forse, non sono così idiota. Come scrivi tu non ricordo a livello nozionistico ma sono certa che le innumerevoli pagine lette mi hanno lasciato strati e strati di riflessioni che valgono forse più di un pappagallo che sa tutte le capitali. E poi leggere per me è un piacere fisico perché adoro la scrittura.
      Grazie davvero per la tua cortese e interessante riflessione, vedrò di appuntarmi il libro, sicuramente interessante che leggerò e dimenticherò.
      Buona serata 😊😊😊

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  6. Scrivopernoia ha detto:

    Wow, devi essere un’avida lettrice. Beh ti rispondo io, sicuramente non ti ricorderai di questo, ma scommetto che ti ricordo di molti altri. Alcuni magari persino a memoria. Leggere e sottolineare non è da tutti, è uno sforzo che io non faccio ad esempio. E comunque sappiamo bene che il nostro organismo prima o poi cederà insieme a questo la memoria e molte altre cose se ne andranno. Ma nel frattempo…
    Comunque aggiungo che non sei l’unica, non so se è per il corso della vita o per come ho trattato la mia mente, io mi ricordo poco niente, molti pochi sono i libri che mi ricordo, e se parliamo di Grisham o Cornwell o scrittori dove ho letto molte cose loro, magari ricordo trama finale e persino dettagli, ma se me ne metti davanti 10 di libri loro, guai se azzecco quello di cui stiamo trattando….

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    1. elettasenso ha detto:

      Sei proprio cordiale. Come ho scritto nei precedenti commenti non ho mai avuto memoria, purtroppo, neppure in piena gioventù. Nonostante questo sono sopravvissuta e superato test ed esami senza problemi. Mi piace usare mappe schemi e sottolineare e marginalia.
      È bello sapere di non essere l’unica a non ricordare un libro già letto.
      Giusta del contributo e un’ottima serata 😊

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  7. Transit ha detto:

    Leggere è come fare l’amore. Ricordarsene è secondario: rifarlo è cento volte meglio, anzi congruo. Quando facciamo l’amore o leggiamo i protagonisti siamo noi e, non c’è bisogni di andare al cinema. Un libro può essere più intrigante, interessante, stimolante e entusiasmante rispetto a un altro, ma dopo, comunque, passi appresso. Quindi rifarai l’amore così come leggerai di nuovo, un altro libro. Buona dimenticanza.

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    1. elettasenso ha detto:

      Buona dimenticanza 😊

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  8. h_mbre ha detto:

    pensa ad ogni parola letta come un seme … e magari, anche se dimenticato, un giorno ti regalerà un bellissimo fiore

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    1. elettasenso ha detto:

      Dolce immagine. Già il mio prato è fiorito: se scrivo è perché leggo. Mi nutro di parole.
      Buona serata h_mbre 😊

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  9. massimolegnani ha detto:

    Come ti capisco! Io al posto dei cassetti della memoria ho in tutto un portaspilli e per ogni ricordo nuovo devo togliere uno spillo vecchio 🙂
    (Pero’ di quello che leggiamo qualcosa resta, a nostra insaputa)
    ml

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    1. elettasenso ha detto:

      Ah, ah 😀 bella l’immagine del portaspilli. Fa piacere di non essere l’unica smemorata.
      Ciao caro e buon pomeriggio 😊

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  10. Paola ha detto:

    A parte che non sei una cretina, sono d’accordo con molti commenti: ogni parola lascia una traccia, non importa se tu non ricordi LA VICENDA, perchè quello che rimane è il pensiero TUO che ne viene fuori. Per quanto mi riguarda, una volta non mi scrivevo i numeri di telefono, adesso non mi ricordo da qui a lì. Ma ho 63 anni

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    1. elettasenso ha detto:

      Sempre carina e gentile Paola. La memoria diminuisce con il tempo ma io non l’ho mai avuta. Devo dire che in certi casi ” non ricordare ” aiuta. Buon pomeriggio 😊

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      1. Paola ha detto:

        Ah ah vero, qualche non-ricordo può essere salvifico

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  11. etiliyle ha detto:

    Forse possiedi una capacità innata di sgomberare la mente per fare posto a ciò che è più importante. Vedi il lato positivo: hai più ram disponibile 🙂

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    1. elettasenso ha detto:

      Gentile! Penso di avere molto spazio a disposizione visto i cassetti vuoti 😀 ciao Buon sabato sera

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      1. etiliyle ha detto:

        🙂 Buona serata

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