Piccolo uomo 

Piccolo uomo pennuto con file ordinate di bianchi denti ai lati dell’ossuta faccia e le tue dita di falena con unghie rosicchiate dal sole a picco sulla calce viva.

Piccolo uomo apache con piccoli spilli d’occhi e tutto l’azzurro dentro serrato a forza.

Che avrai pensato del mio abitino fucsia corto sulle gambe scure e della sbucciatura sul ginocchio, che ormai è guarita. Ormai è guarita.

Piccolo uomo che stai appeso alle pareti e costruisci senza pianto il tuo muro stabile.

Tu che nella notte accarezzi il suono di civette lamentose.

Di me e della mia solenne civiltà della mia auto cabriolet.

Degli occhi penetranti.

Che avrai pensato ponendo la tua livella e il filo a piombo per misurare la distanza d’astri e pianeti tra la tua vita e la mia.

Piccolo uomo che sei caduto nel mio misero piatto come un moscone non invitato.

Io, misera, piena di stagnanti pregiudizi.

Ho ricevuto un’altra solenne lezione perché i servi lasciano la stanza mentre i padroni mangiano.

**********

P.s. Questo testo ha avuto diverse letture ed interpretazioni. Come ho spiegato nei commenti a volte parto da una frase che mi stimola a livello linguistico e immaginifico e vado avanti come scivolando sulla neve senza agganci reali al reale.

Chiamerò questi testi : Testo aperto. Proprio per questa duttilità interpretativa.

Riporto il commento di Massimo Legnani. Le sue interpretazioni aggiungono note surreali al brano. Io le ho trovate davvero esilaranti.

Eccole:

Azzardo ipotesi:

la piu’ ovvia, un indiano d’America, di riserva, in questo caso di scorta, che ti tenevi buono per i tempi bui, sopravvalutando il miraggio di Dustin Hoffman.

Altra ipotesi: da ragazzina ti eri invaghita del tuo maggiordomo, sai di quelli in gamba che stanno appiattiti alle pareti ma a cui nulla sfugge, nemmeno le tue gambe adolescenti (s)coperte dalla brevita’ voluta della gonna. Ti piacevano i suoi occhietti a spillo che ti trafiggevano la pelle. Ma poi lui si ritirava a mangiare in cucina e questo non lo sopportavi.

Terza ipotesi: un capomastro, di quelli tutti cantieri e mattoni, ma con il pallino dell’astronomia, cosi’ credevi, ma era astrologia della piu’ sciatta, carte sgualcite che interrogava di continuo.

Altre ipotesi?

Massimo Legnani orearovescio.wordpress.com

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12 commenti Aggiungi il tuo

  1. quasibiancaneve ha detto:

    io piccola donna morirei…
    Che mi hai ricordato! Avevo una zia che la cantava sempre. 😉

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    1. elettasenso ha detto:

      Ah, è vero. Mia Martini, se non sbaglio. Bella canzone.
      Ciao cara

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  2. dimaco ha detto:

    Uhm…
    Qualcuno deve averti fatto andare uno chantilly di traverso…
    Non vorrei essere nei suoi panni.

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    1. elettasenso ha detto:

      Ah, ah. Ma no, è un testo così ironico con un tocco anche amichevole 😊
      O no?

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  3. massimolegnani ha detto:

    Non c’e’ una parola in tutto il brano se questo piccolo uomo sia un grande o uno stronzo e in realta’ chi sia. Azzardo ipotesi: la piu’ ovvia, un indiano d’America, di riserva, in questo caso di scorta, che ti tenevi buono per i tempi bui, sopravvalutando il miraggio di Dustin Hoffman.
    Altra ipotesi: da ragazzina ti eri invaghita del tuo maggiordomo, sai di quelli in gamba che stanno appiattiti alle pareti ma a cui nulla sfugge, nemmeno le tue gambe adolescenti (s)coperte dalla brevita’ voluta della gonna. Ti piacevano i suoi occhietti a spillo che ti trafiggevano la pelle. Ma poi lui si ritirava a mangiare in cucina e questo non lo sopportavi.
    Terza ipotesi: un capomastro, di quelli tutti cantieri e mattoni, ma con il pallino dell’astronomia, cosi’ credevi, ma era astrologia della piu’ sciatta, carte sgualcite che interrogava di continuo.
    Altre ipotesi?
    ml

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    1. elettasenso ha detto:

      Mi hai fatto morire dal ridere. Allora: facciamo così. Questo è un brano “aperto” a molteplici interpretazioni. Io stessa non so perché mi è uscito. Sono quei testi tipo tiritere o filastrocche che mi partono da una frase che mi stimola a livello linguistico e immaginifico, poi dato il la … la penna va avanti da sola. Lo trovo divertente che non sempre un testo sia leggibile solo in un determinato senso. Le tue interpretazioni sono davvero esilaranti. Specie quella del maggiordomo.
      Potremmo inaugurare un gioco di questo tipo: uno dà l’avvio e gli altri continuano come negli esercizi di stile di Queneau.
      Ciao caro e grazie per le sonore risate 😀😀😀

      Piace a 2 people

  4. massimolegnani ha detto:

    *prima riga:..brano che mi orienti e mi aiuti a capire se…

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    1. elettasenso ha detto:

      Con il tuo permesso, aggiungerei le tue esilaranti interpretazioni al testo che chiamerò “testo aperto”. Posso?

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  5. massimolegnani ha detto:

    Assolutamente si’ 🙂

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    1. elettasenso ha detto:

      Grazie, buona serata 😊

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  6. Elianto ha detto:

    Mi fa venire in mente quei dipinti inquietanti che sembrano seguirti ogni dove con lo sguardo. 🙂

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    1. elettasenso ha detto:

      Proprio così: sempre presente e assillante.
      😬
      Ciao Elianto

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