Goffredo

Non so per quale motivo mi è venuto in mente Goffredo. Stavo distesa a prendere il sole torrido di questa ottombrata dal cielo blu indaco e mi è venuto in mente. Qualcuno sfugge sempre dai miei calcoli e ricordi per riaffacciarsi d’improvviso e senza preavviso.

Ero stata invitata a casa sua un sabato mattina. Di lui sapevo che aveva girato il mondo in barca con la famiglia ed era stato oggetto di un articolo su un quotidiano nazionale. Quando sono arrivata l’ho trovato a pulire il giardino. Era una nebbiosa giornata di novembre. Indossavo una giacca di cuoio foderata di pelo e stivali. Ricordo che lui aveva apprezzato la qualità del pellame perché era il suo lavoro.

Dopo due chiacchiere mi ha detto se gradivo un caffè. Lo gradivo e, quindi, mi ha fatto accomodare in cucina. Goffredo era un bell’ uomo, mi sembra avesse la barba. Indossava un maglione verde bottiglia e mi piaceva osservarlo mentre mi preparava il caffè.

Fu quando me lo mise sul tavolo che arrivò un essere ciondolante in pigiama, anche i capelli scomposti ciondolavano sul viso di adolescente dodicenne. Non fece caso alla mia presenza, come se fosse abituata a vedere una donna sconosciuta seduta nella sua cucina a bere un caffè con suo padre. Io ero allibita: Goffredo, invitandomi, non aveva accennato all’insolita presenza di una figlia tra noi.

Ancora sotto choc fui edotta sul proseguo della giornata: occorreva correre a prendere il sesto televisore. E saremmo andati tutti e tre: l’allegra famigliola.

La dimora di Goffredo era molto grande, mi aveva fatto fare il tour delle stanze, in una saletta si era anche prodigato con effetti a sorpresa: allo schiocco delle dita il camino si era acceso. In sala principale le foto digitali scorrevano facendo vedere una moretta. Probabilmente la madre della ciondolante.

Tornati a casa dopo la compera del sesto televisore, Goffredo si è proposto di preparare il pranzo. Ero seduta in cucina, stranamente sola con lui, quando cominciarono le telefonate delle altre due figlie. ” Ciao papi, dopo veniamo a fare due vasche… bla bla bla”.

Così dopo pranzo, al caffè, immancabilmente mi trovai circondata dalle figlie di Goffredo: tutte e tre più un cocker.

Nel pomeriggio mi trovai in uno studiolo a chiacchierare con la figlia più grande di uomini. Era simpatica e ci intendevamo, Goffredo era sparito, non so a fare che, in qualche ala o palestra o piscina coperta o sala o studio della casa.

Verso le diciannove pensai bene di dire: – Io vado. Fu allora che la figlia adolescente con aria stupita mi chiese: – Ma come? Non resti qui a dormire?

Doveva essere anche quella una consuetudine.

Non volli più vedere Goffredo.

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21 commenti Aggiungi il tuo

  1. Transit ha detto:

    Insensibile e cattiva. Ecco, cosa succede quando si abbandona un uomo maturo, anche se belloccio. Si diventa malpensante. Era solo una cena.

    L’immagine è bellissima. Quando abbandonasti Goffredo al suo destino serale con la figliolanza e il televisore nuovo, avevi quell’espressione. Dolce, imbronciata ma decisa.

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    1. elettasenso ha detto:

      Perché cattiva? Nel tour mi aveva fatto vedere la camera degli ospiti: nessuna intenzione di dormirci. Se inviti una donna per il we è meglio avvisarla di tutti gli annessi e connessi. A me fa molto ridere questa irreale situazione in cui mi sono trovata anni fa. La trovo davvero surreale.
      Ciao e grazie del pensiero
      🍂🍁🌰🍃

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      1. Transit ha detto:

        Cattiva, in senso ironico, anch’io mi sono divertito a leggerti Comunque, non si può mai sapere, terrò conto di tutti gli annessi e connessi. Non solo su questa terra, ma anche in un’altra dimensione: condurre per le anime trapassate dei corsi di Tour Scrittura Creativa Show.

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      2. elettasenso ha detto:

        Ah, ah. Io per ora ho fatto il mio tour in villa con figlie 🙂

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  2. rodixidor ha detto:

    Ecco perchè non ricordi se aveva la barba.

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    1. elettasenso ha detto:

      Siete proprio simpatici: aggiungete ironia al testo già in stile humour.
      Grazie 🙂

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      1. rodixidor ha detto:

        Leggendoti, sulle prime avevo pensato fosse il racconto di un amplesso. Ma poiché già all’inizio, nel descrivere il personaggio hai detto che non ricordavi se avesse la barba,hai così svelato fin dall’inizio che non ci sarebbe stato carnal congiungimento. Se avessi voluto mantenere un pizzico di suspence su questo punto, non avresti dovuto accennare alla barba. 😉

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      2. elettasenso ha detto:

        Ma io non desideravo lasciare suspense poiché non è un giallo, ho sempre pensato alla situazione come a un quadro di Salvador Dalì. Comunque grazie per il suggerimento, lo terrò presente la prossima volta quando mi verrà in mente un altro incontro alla Barbablù. 🙂
        Buona serata 😀

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  3. E. ha detto:

    Bello quello che descrivi, trasmette l’esperienza di essersi ritrovata in una situazione surreale.

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    1. elettasenso ha detto:

      Proprio così, a volte la realtà è più fantastica della fantasia romanzesca.
      Grazie per essere passata di qua 🙂
      Eletta

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  4. Sephiroth ha detto:

    Fantastico Goffredo. L’ho preso a simpatia, grazie ad i suoi esseri ciondolanti!! 😂

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    1. elettasenso ha detto:

      Proprio fantastico. Buona serata

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      1. Sephiroth ha detto:

        Beh si per te un po’ meno. Ma non credo ti dispiaccia granché. Buona serata!! 😊

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  5. massimolegnani ha detto:

    Però Goffredo mi è simpatico, poco formale, molto schietto nelle sue stravaganze (la ricerca in gruppo del sesto televisore ha qualcosa di biblico). Penso che ne’ lui ne’ le figlie avrebbero trovato riprovevole che a un certo punto della notte volesse ospitarti nel suo letto. 🙂
    ml

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    1. elettasenso ha detto:

      Infatti, anch’io in fondo lo trovo simpatico e originale. D’altra parte una persona che per un anno lascia tutto: casa e lavoro per farsi il giro del mondo in barca ha un suo perché. In quel periodo non volevo sapere di avere tra i piedi altri figli e figlie. Lui sarebbe stato interessante.
      Nella vita si va a “fasi”: quello che non piace in certe fasi piace in altre e viceversa. Almeno così é per me.
      🍃🌰🍁🍂

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  6. Neda ha detto:

    Perdonami se mi permetto un suggerimento:
    “Nel pomeriggio mi trovai in uno studiolo a chiacchierare, di uomini, con la figlia più grande”.

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    1. Neda ha detto:

      oppure:
      “Nel pomeriggio mi trovai in uno studiolo a chiacchierare, con la figlia più grande, di uomini.”

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      1. elettasenso ha detto:

        Grazie. Ne terrò conto per un prossimo racconto. La caratteristica principale della mia scrittura è la immediatezza, come ho già scritto in altre occasioni. Mi viene in mente un tema, una situazione e scrivo. Direttamente, sul blocco o sullo schermo senza revisioni e schemi o studi. Per questo gioco anche con la punteggiatura anche saltando, per esempio, le virgole negli elenchi se così mi va. Quella che cerco di curare sempre è l’ortografia perché non sopporto gli errori. Poi, per quanto riguarda lo stile, mi piace variare e sentirmi libera di alterare e utilizzare il linguaggio come hanno fatto illustri scrittori. Ora sto leggendo: Deliri disarmati di Guido Ceronetti. Un esempio di come uno può scrivere con uno stile narrativo personale. Al di fuori delle griglie.
        Mi ha fatto piacere il tuo consiglio perché mi ha permesso di ribadire la mia libertà nella scrittura qui e in altri miei siti.
        Ciao 😜

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      2. Neda ha detto:

        Ti chiedo ancora scusa per il mio commento. E’ che quando ho letto la frase non l’ho capita subito, c’era qualcosa che stonava, come se la figlia “fosse di uomini”, non so se riesco a spiegarmi.

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      3. elettasenso ha detto:

        Sì, non preoccuparti. Come ti ho detto a me fa piacere ricevere stimoli di confronto.
        Ciao 🐞

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