Più facile a dirsi che…

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Più facile a dirsi che a farsi. Quando il tempo infuria e piovono gocce nere e l’altro è poco cortese, poco gentile e poco grato. Respira respira respira. Quando a ogni riflessione che fai, a ogni puntuale osservazione, a ogni ragionamento segue un ribaltamento. Ci vuole molta intelligenza per reggere la dialettica. Il bambino ha paura. Per questo non parla. Pensa sempre che tutto si aggiusterà per incanto. Verrà la fatina con la veste azzurra. Lui intanto usa la retina per acchiappar farfalle. Peccato che è bucata. 

Butta proposte ogni volta che ti allontani, ogni volta che dici: basta ( la pazienza è tanta, ma non sei una santa ): butta proposte che non lo facciano troppo esporre sul ponte sospeso. Meglio la prudenza. Agita un po’ di polvere brillantina e te la butta negli occhi: guarda l’incanto, bimba. 

Per non perderla, il pifferaio magico ad aprile le aveva proposto di sistemare la cameretta, che era del bimbo, per lei. Ora: alla soglia di luglio con candore da deficiente ( da deficere cioè mancare, mancante sicuramente di “intelligenza” che è anche empatia e sensibilità ) lui le dice: – Ma ho regalato i balocchi del bimbo. Lo dice con lo sguardo bovino come per dire: – Ho fatto il massimo. 

– Fammi capire, le dice lei – : tutto quello che hai fatto da aprile è mettere in uno scatolone i giochi del bimbo e darli via? Questo è allestire la cameretta per me?

Allora Eleonora pensa a quando, anni prima, il suo ex fidanzato era in ospedale e lei, caritatevole, gli aveva proposto di fare la convalescenza a casa sua, per aiutarlo e curarlo. Per preparare lo spazio che lo avrebbe accolto, Eleonora aveva spostato libri e libri ed interi settori della biblioteca dello studio. Lavoro fisico, tempo, energia. Così lo studio era diventato la cameretta del suo fidanzato  per il periodo della convalescenza.

Questo è “bonificare ” uno spazio per l’altro. Comporta molta energia, impegno, lavoro, tempo. È rendere accogliente un ambiente per l’altro. Trasformarlo, adattarlo. 

Lui, il nuovo fidanzato, la guarda e non sembra proprio capire. Ci sono nubi nere e l’atmosfera in casa è greve. Solo alle diciassette lui dice: – Stasera facciamo le costine? Allora Eleonora pensa a quello che diceva la Signoris quando curava la rubrica, poi diventata un libro: “Ho sposato un deficiente “. Carla Signoris è la moglie di Crozza. In un’intervista ha così riassunto lo stile di vita di suo marito: Pappa, cacca, nanna. 

Eleonora sorride dentro di sè e non può fare a meno di pensare che, alla fine, l’uomo, il maschio è un animale semplice. Con le dovute eccezioni, per fortuna. Respira respira respira.

Che cos’altro può dire o fare con una persona che non capisce? Che senso ha sprecare parole con un uomo che pensa di aver già fatto tanto mettendo i balocchi del bimbo in uno scatolone: un’ora massima di impegno? Nel piccolo il grande. Se questo da aprile è il risultato dell’impegno promesso ( sistemerò la cameretta per te ), Eleonora si chiede se ci si può fidare di un uomo siffatto nel caso di scelte di vita poderose. 

Alla soglia di luglio, Eleonora ( nella nuova situazione: ti sto perdendo e allora faccio di tutto per tenerti ) ha potuto appurare che l’uomo, il suo uomo, parla molto e fa poco. Butta semi al vento, ma non prepara il terreno. Butta semi quando infuria la tempesta perché ha paura di perderla. Poi ritira la mano. Massimo Recalcati ha detto cose singolari e interessanti sul rapporto isterica/ossessivo. Eleonora suppone che lui sia un ossessivo. Forse lei è isterica. 

Rimane la cocente delusione. 

È deludente notare che un uomo blatera fa proclami promesse diffonde notizie programma perde tempo ed energia nella fase preparatoria di previsione e progettazione, poi – per incanto – al momento attuativo si ferma tutto. Come continuare ad avere fiducia? 

Il suo signore ha mosso pedine per un “progetto importante”  quindici giorni prima, coinvolgendo anche altre persone, oltre a lei. Mancava il giro con il megafono ad annunciare. Dopo sei giorni di pausa e distanza, il signore è tornato da lei completamente smemorato. Nulla è stato più toccato sfiorato. Argomento tabù. Come se nulla fosse stato mosso detto scelto progettato. Come se non fosse stato lui quindici giorni prima a proporre visitare disporre appuntamenti e incontri. Torna e non ne parla più. Eleonora sa che lui ha questi picchi ondulatori: onde che salgono fino al cielo e discese improvvise e ardite nelle cupe profondità. 

Allora gli dice: – Dato che io sono una persona corretta e la tua proposta ha coinvolto altre persone, dato che io non intendo perdere la faccia per te, ti comunico che farò sapere alle altre persone interpellate che il nostro progetto è morto. Va in studio e, subitaneamente, manda le e mail. 

Lui non vuole neppure leggerle. Si fida. Peccato che Eleonora abbia completamente perso la fiducia in lui. E la fiducia, una volta persa, è irrecuperabile: come la stima.

Ricorda che non ti fa violenza chi ti insulta o ti percuote, ma il giudizio che costoro ti facciano violenza. Perciò, se uno ti irrita, sappi che è la tua opinione che ti ha irritato. Come prima cosa, quindi, cerca di non essere trascinato dalla rappresentazione: una volta infatti che avrai avuto un po’ di tempo per riflettere, più facilmente sarai in grado di dominare te stesso”.

Più facile a dirsi che a farsi. Ma Eleonora vuol comunque provare a tenere la giusta distanza emotiva e, per quanto la riguarda, a continuare coerentemente a fare scelte etiche. Respira respira respira. 

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7 commenti Aggiungi il tuo

  1. Transit ha detto:

    Che “sfogo”preciso e articolato quello di Eleonora. La rabbia cova sotto le ceneri e anche i libri.

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    1. elettasenso ha detto:

      Eleonora, come me, non sopporta i pavidi gli incoerenti e i fanfaroni ( quelli con il megafono a dire e poi, al momento della concretizzazione, sempre in fuga ).

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  2. Transit ha detto:

    Il paesaggio nella foto, ( e le foto e il lavoro di contorno che fai su di esse non vanno viste come corpi estranei rispetto a ciò che scrivi)componenti le foto associato al post credo c’entri molto con il paesaggio interno di Eleonora. Delucidami.

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    1. elettasenso ha detto:

      Esatto. L’immagine esterna rappresenta il paesaggio interiore. Rimarcato dalle prime parole del racconto: piovono gocce nere, nuvole basse…
      L’atmosfera è sia interna che esterna.

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  3. Elena Ferro ha detto:

    E quali sarebbero l’è scelte etiche che Eleonora deve compiere? Amica mia quando la fiducia non credo più, non c’è più nulla….. Respira, respira, respira… Baci

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    1. elettasenso ha detto:

      Le scelte etiche saranno quelle che guidano Eleonora. Come scrivo nel racconto, come si evince dal racconto, la fiducia e la stima sono il terreno fertile su cui può nascere un progetto di coppia stabile.
      Eleonora, al di là del rapporto con il suo fidanzato, può – come ciascuno di noi – continuare a compiere ogni giorno scelte etiche. Al di là del rapporto. Nelle scelte etiche siamo sempre sole e dobbiamo rendere conto sempre e comunque solo alla nostra intima coscienza.

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      1. Elena Ferro ha detto:

        Verissimo cara. Buona giornata

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