Joseph Cornell: il mondo in una scatola

Leggere vuol dire anche conoscere. Grazie al libro che sto leggendo, e di cui ho già scritto, “La vita delle immagini” di Charles Simic sono venuta a conoscenza di un artista le cui opere mi hanno incantato. 

Da sempre mi occupo di arte, oltre che di scrittura, e mi sembra incredibile che in tutto questo tempo mi sia sfuggito. Ma è così. 

Giunta a pagina 179 del libro leggo di questo artista americano morto nel 1972. Dato che non mi ricorda nulla il suo nome e Simic comincia a descrivere le sue opere che “consistevano soprattutto in scatole di legno chiuse da un vetro contenenti una serie di oggetti trovati, assemblati in maniera inattesa ” … mi incuriosisco e vado a cercarli on line per vederli. 
Rimango a bocca aperta. Guardo decine di opere e le trovo magnifiche. Un gusto estetico che pone ogni piccolo oggetto, ogni linea, fotografia, frammento in un equilibrio compositivo perfetto. 

Oggetti raccolti ovunque, ritagli di giornale, spazzatura. Tutto preso e sistemato nel piccolo mondo di una scatola di legno. Un universo, una composizione poetica. 

“L’importante non è ciò che si guarda, ma ciò che si vede” – Thoreau 

I teatrini di Cornell sono una realtà artistica da vedere intimamente. Adoro gli artisti che odorano di vernice e sono sporchi di colore, Cornell sicuramente odorava di colla legno e forbici. Me lo immagino chino a provare e riprovare -togliendo e spostando piccole perle fili e figurine – finché tutto funziona. 

Scrive Simic: Le sue scatole mi fanno pensare a delle poesie rigorosamente ermetiche. Il corpo a corpo immaginativo con una di esse è come la contemplazione del labirinto di metafore sulla scacchiera di un poeta simbolista”.

Forse per questo sono così colpita da queste sue opere : perché sono come note disposte apparentemente a caso che solo lo sguardo può far vibrare e sonare in modo da creare un’armonia musicale. Un po’ come i giochi poveri dei bimbi nello scorso secolo che con un carrettino di legno legato a una corda potevano immaginare incredibili viaggi. 

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11 commenti Aggiungi il tuo

  1. Elena Ferro ha detto:

    Sono andata a spulciare la rete e ho trovato le sue opere. Sono davvero belle, in qualche modo accessibili, sembra che ciascuno di noi possa farle, e alo stesso tempo sono speciali. Brava Eletta che ce le hai fatte conoscere….

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    1. elettasenso ha detto:

      Grazie Elena, sono venuta a sbirciare oggi pomeriggionel tuo sito: ora basta con il silenzio che voglio leggerti 😜 buona serata
      Eletta

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      1. Elena Ferro ha detto:

        Allora un pò ti manco 😂. Sto per tornare. Baci

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  2. Enri1968 ha detto:

    Interessante interessante non conoscevo. Prendo nota. Grazie.

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    1. elettasenso ha detto:

      Allora non ero l’unica a non conoscere 😀 buona serata
      Eletta

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      1. Enri1968 ha detto:

        Il bello di leggere i post dei blogger è si scoprono cose.

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      2. elettasenso ha detto:

        Esatto come leggere buoni libri.

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  3. Transit ha detto:

    E’ la bambina al centro col suo viso paffutello e le due collane, una intorno ala colo e l’latra con un medaglione che scende giù all’altezza dello sterno, forse tre, infatti una le cinge la vita. E poi un orecchino pendente all’orecchio destro. La mano sinistra in evidenza e tutt’intorno come una collana , altre foto, la stessa, sempre della bambina al centro. Che come un desiderio s’inoltra nell’età in cui la crescita è metamorfosi.

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    1. elettasenso ha detto:

      ” Il sogno della seduzione è una delle motivazioni dell’arte “.

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  4. massimolegnani ha detto:

    mi chiedo se il termine “teatrini di Cornell” sia una tua intuizione, perchè la trovo particolarmente efficace, non opere statiche ma piccole commedie dinamiche.
    ml

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    1. elettasenso ha detto:

      Pienamente d’accordo: lo sguardo si muove all’interno dello spazio che non è statico come se ci fossero attori su un palcoscenico. Buona serata Max
      Eletta

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