Vedere il fumo 

Il narcisista sulla soglia della psico, alla chiusura della seduta, estrasse dal taschino del gilè la sigaretta elettronica e disse:

– Sono in astinenza da nicotina e, subito adesso, devo salire al piano superiore per un’altra ora di incontro con l’altra psicoterapeuta. Per fortuna ho con me la sigaretta elettronica e, se non darà fastidio, potrò fumarla. 

La psico gli raccontò che proprio grazie alla sigaretta elettronica lei era riuscita a uscire dalla dipendenza dal fumo di sigaretta, anni prima. 

Il narcisista era contento di aver messo una nuova tacca sulla lavagnetta con il titolo in gessetto: “Quante cose buone sto facendo per uscire dalle mie dipendenze”. La volta precedente aveva scritto: Sto rinunciando al vino, all’alcol. Come sono bravo. Mi pongo degli obiettivi e so mantenere la costanza nel raggiungerli. 

Il bambino stava imparando a camminare con le sue gambe. Bravo. Applausi a scena aperta. Il bimbo aveva dimenticato di dire che dietro a ogni sua scelta, per uscire dalla dipendenza, c’era lei: la sua donna compagna madre amica consulente segreteria… 

Il narcisista sicuramente non sapeva che la volta precedente lei, la sua donna, era stata proprio lì dalla psicologa, dalla sua psicoterapeuta. Una delle prime cose che le aveva detto per far capire il quadro era stata: 

– Posso spiegarle con un esempio pratico?

E aveva tirato fuori dalla tasca la sigaretta elettronica. L’aveva accesa e aveva aspirato il fumo buttandolo in faccia alla psico.

– Vede: giovedì sono stata da lui a cena. Dopo cena ho preso la sigaretta elettronica appena comprata, perché ho deciso di smettere, e ho cominciato a fumare buttandogli in faccia il fumo, come sto facendo ora con lei. Io e il suo paziente siamo in relazione da tre anni e io ho sempre fumato sigarette. Sa dopo quanto tempo si è accorto, guardandomi parlandomi a una distanza minima, prendendosi in faccia tutto il vapore, che io stavo facendo qualcosa di strano, di nuovo? Dopo venti minuti. Dopo venti minuti mi ha detto: – Ma stai fumando una sigaretta elettronica? Lui, semplicemente, non mi vede. Mi è davanti, mi parla, potrei avere i capelli verdi o viola, avere un rossetto rosso che non metto mai, indossare un vestito estremamente intrigante con le gambe nude, ma lui continuerebbe a parlarmi senza registrare variazioni. Per venti minuti. 
Barriere, coperture, diaframmi, appunto, che occultano l’immagine delle cose per sottrarci all’incontro con il reale. Nessuna sorpresa, nessuna meraviglia, nessun risveglio di fronte all’abitudine delle immagini convenzionali del mondo. Diversamente, la pratica dell’arte punta a scuoterci dal sonno e a rendere possibile l’incontro sorprendentemente e spiazzante con il reale”.

Da: Il mistero delle cose – Massimo Recalcati 

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. storiechecurano ha detto:

    Bello. L’incontro con il reale conta ❤️

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  2. massimolegnani ha detto:

    incantarsi al (proprio) fumo e non vedere l'(altrui) arrosto.
    ml

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    1. elettasenso ha detto:

      Ah, ah! Bel commento ciao caro
      Eletta

      Mi piace

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