Dove i bambini giocano

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Della montagna mi manca il silenzio. Il capriccioso tempo non mi ha permesso ultimamente di andare ed aprire la porta della casa di legno. Eppure tre settimane fa si andava con la maglietta leggera. 

Della montagna mi manca l’odore. Di resina e legno, d’erba e nuvole. Dell’aria frizzantina. Delle bestie mansuete. Dei fiori.

Della montagna mi manca la strada. La strada che porta alla casa di legno è abitata da vicini. Stanno sulla porta, sui muretti, sulle scale a prendere il sole, quando il sole c’è. Perché per mesi, d’inverno, il sole è scomparso dietro l’ombra della vetta e il paesino è rimasto al buio. Ora che è tornato, gli anziani se lo bevono con intimo gusto, chiacchierando.

Oltre a loro, la strada è dei bambini. È loro. Li vedi ovunque, a piedi o in bicicletta. Dai piccolissimi ai più grandicelli. In gruppi, in frotte, a stormi. Le bimbe hanno sguardo di fiera quando passiamo. Non abbassano gli occhi. Tutta la strada è loro. Non solo l’angolino davanti alla loro casa. Tutta. Dall’inizio alla fine. La percorrono in lungo e largo, ci stanno in mezzo, in diagonale, facendo giri a spirale. Se arriva una macchina deve fermarsi. I bimbi non ci badano. Non sobbalzano, non hanno paura. Forse perché lo sanno da sempre che la strada serpentiforme che unisce le poche case della frazione è loro. Forse perché sanno che le madri non hanno ansia a lasciarli andare cinguettando, ovunque. Non stanno alle porte o finestre a controllarli. Le madri hanno messo un segnale, per i forestieri che non sanno le regole vigenti in questo piccolo paese di montagna. 

Le madri hanno scritto: Attenzione: bambini che giocano. 

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7 commenti Aggiungi il tuo

  1. Mandorla ha detto:

    Sono le madri che fanno le regole del gioco…

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    1. elettasenso ha detto:

      Esatto, mamme atipiche forse perché abituate alla essenzialità della montagna. Buona giornata
      Eletta

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      1. Mandorla ha detto:

        Un abbraccio cara. E scrivi sempre che è bello leggerti 🙂

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      2. elettasenso ha detto:

        Sei proprio dolce, grazie

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      3. elettasenso ha detto:

        Lo stesso vale per me 🌸

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  2. Transit ha detto:

    Il post che hai scritto mi piace … e mi piace ancora di più perché attraverso una scrittura piana, visiva, non citi nessun libro, percependoti più attenta ai particolari e all’immediatezza dei viventi che ti circondano. Queste le sensazioni che ho provato leggendo il titolo del post e il suo contenuto. E anch’io ho un sorriso sulle labbra e negli occhi sia dei bambini che stanno giocando sia delle nell’immagine.

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    1. elettasenso ha detto:

      Grazie. A volte mi piace solo catturare osservare senza citare o fare implicazioni e riflessioni. Mi annoia la noia e la vita è così piena di spunti. Grazie del commento.
      Eletta 😉

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