La relazione uomo donna non è più come prima 

Si sono accorciati, drasticamente, i tempi per ottenere un divorzio.Come si sono ridotti, drasticamente, i tempi della tolleranza e della pazienza.

Vivere in coppia è uno dei compiti più ardui. Perché viviamo in un’epoca che mette al primo posto altri valori consumistici. “Godi e consuma”, potrebbe essere lo slogan.

Ne scrive bene Massimo Recalcati nel libro: ” Non è più come prima”.

Ne scrivo per rispondere a un commento di Massimo Legnani: Orearovescio.wordpress.com

” Il desiderio che si vuole assolutamente libero rigetta ogni idea di fedeltà e di costanza nel nome di una aleatorietà permanente”.

Il discorso del capitalista vive, infatti, ogni forma di legame come un ostacolo alla sua affermazione incontrastata. In questo senso, ancora più radicale di quello raccontato da Marx, gli uomini sono ridotti a merci.

I legami non sembra possano più tenere di fronte a una libertà che si vuole assoluta e che rigetta ogni esperienza del limite. 

L’iperattivismo generalizzato alimentato dal discorso capitalista ci illude che ogni lasciata è persa, che ciò che conta in questa vita è la moltiplicazione del godimento“.

Neppure la fatica breve di un incontro che già si consuma, neppure la fatica breve di una frequentazione che già si è stanchi. L’altro non è più un essere da scoprire lentamente, assaporando. L’altra non è più un mistero insondabile da cui restare affascinati. Il discorso amoroso è raro. Ora ci sono gli altri e le altre, esseri in fila come manichini in una vetrina che attendono solo di essere scelti, al loro turno. Di uno ci piace il profumo, dell’altro il ruolo, dell’ultimo la voce o il corpo. Dell’altro il cervello, il pensiero.

Esattamente come cambiamo prodotto al supermercato, se quello che abbiamo scelto non ci ha soddisfatti a pieno, abbiamo oggi una varia scelta a cui attingere grazie al siti d’incontro dove ciò che attira è il packaging. Tutti a mettere in evidenza la foto che ritrae meglio, le virtù professionali e le caratteristiche – allettanti – personali. Poi, al momento dello svelamento, dopo l’illusione di trovare la persona giusta, la caduta del desiderio

Ho sognato mia madre. È stata metà secolo con mio padre. Come facevano una volta le coppie a resistere? Non certo era meno arduo il confronto con la diversità dell’altro. Semplicemente credevano nel patto d’amore sancito dal rito matrimoniale. Superavano i momenti di attrito facendo fatica, litigando e risanando le frane. La coppia c’era.

Non sopporto buttare via il cibo. Ai tempi di mia madre c’era un’economia domestica che segnava accuratamente le entrate e le uscite. Allo stesso modo non sopporto buttar via le persone. Non sopporto chi riempie la dispensa e il frigorifero di cibi che vanno a finire in pattumiera.

Oggi molte persone, straordinariamente sole ( c’è una solitudine assordante ) non fanno che affastellare, riempire la loro dispensa di incontri a ripetizione che non soddisfano la loro fame.

Si può tornare a scegliere un solo cibo, prepararlo, cucinarlo con passione e tempo e gustarlo lentamente? Si può andare a cercare la materia prima dal produttore cercando la qualità e non la quantità? È possibile dedicare tempo alla preparazione di un cibo senza scegliere di ingozzarsi di hamburger e scatolette? 

È possibile credere che l’altro non è un cibo che ti riempie momentaneamente un vuoto nello stomaco ( un vuoto nel cuore ) e provare seriamente a dare tempo, attenzione, energia a un rapporto affettivo per verificare se sappiamo ancora amare? 

Domande aperte, se passate di qui, lasciate il vostro parere.

Grazie.

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8 commenti Aggiungi il tuo

  1. Elena Ferro ha detto:

    Questa riflessione è molto bella. Mi richiede un po’ di tempo per risponderti. Intanto, grazie

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    1. elettasenso ha detto:

      Infatti: tema e argomento vastissimo. Non a caso Roland Barthes ne ha fatto fulcro del bellissimo libro: Frammenti di un discorso amoroso. Tanto per citare un autore. Ma potremmo andare indietro e indietro nel tempo… Grazie a te Elena
      Eletta

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      1. Elena Ferro ha detto:

        Ho scritto sul tema matrimonio e relazioni ma sul piano sociale. Qui la riflessione invece attiene alla relazione in sé con una nota crítica che condanna l’intera società. Quando dici che consumiamo le relazioni come un prodotto, una merce, fai forse riferimento al ciclo di vita dei prodotti che è sempre più breve. Mi pare che tu legga il matrimonio o il rapporto di coppia con questo metro. Ecco allora che anch’esso diventa usa e getta, come tutto il resto. In effetti una relazione richiede una cura continua e costante. Richiede investimento e la capacità e la pazienza di attendere che i cambiamenti messi in campo maturino. Ci sarà ancora posto per queste attenzioni nell”epoca degli speed date? Io credo di sì. Non è solo il cuore a chiederlo, perché la precarietà fa paura. Ti abbraccio

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      2. elettasenso ha detto:

        Il mio post faceva riferimento a Massimo Recalcati, psicoanalista lacaniano, e in particolare a un suo libro. Trovo condivisibile la sua analisi. I miei erano commenti alla sua riflessione. Tra poco, forse già oggi inizierò la lettura di un nuovo suo libro. L’usa e getta nei rapporti non funziona, cosi come non è funzionale nel campo dell’accumulo delle cose. Qualità e non quantità. Cura e non superficialità. Cura costante, come giustamente dici tu. ( Caspita appartieni alla categoria ” Allodole ” come me. Già al lavoro la mattina all’alba ) 😅 un abbraccio e buon sabato

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  2. storiechecurano ha detto:

    Ciascun essere umano è un mondo, un sistema. Ogni tipo di giudizio che ciascuno può dare è strettamente legato ai propri modelli di riferimento, alle proprie esperienze di vita etc. E mantiene caratteristiche del tuttosoggettive. Inoltre, secondo me, il mondo di oggi è molto più variegato rispetto al passato; ciò opuò offrire sia vantaggi che svantaggi per ciascuno in maniera, anche in questo caso, del tutto soggettiva. Come hai scritto tu in unaltro post: ” Una persona é un sistema psichico che, quando agisce con un’altra persona, entra in interazione con un altro sistema psichico” che è appunto un altro mondo che può avere caratteristiche completamente diverse dalle nostre.

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    1. elettasenso ha detto:

      Estremamente vero. La complessità e non la semplificazione e categorizzazione. Però anche la condivisione di un campo, di un punto di vista: in questo caso sto con Recalcati, anche perché in questo momento storico mi pare l’unico ad andare contro corrente e a porre parole chiare relativamente a temi importanti come lo stare in una relazione affettiva.
      Grazie per il contributo
      Eletta

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  3. massimolegnani ha detto:

    onorato dell’esauriente risposta, addirittura un post! 🙂
    non ho letto il libro di Recalcati, ma da quel che riporti dice cose difficilmente controbattibili.
    è innegabile che le coppie siano diventate più friabili, si sfaldano come un intonaco rovinato dall’umidità. ed è pure innegabile che una delle cause sia una sorta di consumismo dell’amore. però ci sono altri motivi e non tutti negativi: la maggior consapevolezza dei propri diritti da parte della donna una sua maggior indipendenza, non solo economica, diritti e indipendenza inimmaginabili una o due generazioni fa.
    c’è meno ipocrisia tra uomo e donna, purtroppo a volte sostituita da cinismo e opportunismo.
    ml

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    1. elettasenso ha detto:

      Quando l’argomento è ampio e lo spazio piccolo, mi conviene scrivere un post. Scrivo e pubblico da diversi anni e quindi ho al mio attivo molto materiale. Alcune riflessioni permangono, con le opportune revisioni, inalterate. Da anni seguo lo psicoanalista lacaniano Recalcati. Senza innalzarlo a maestro o saggio, mi sembra dica cose condivisibili. Anche le tue osservazioni a commento sono condivisibili e apprezzabili.
      Le coppie sono diventate più friabili. Mi piace molto questa lettura dal punto di vista linguistico e metaforico: come l’intonaco rovinato dall’umidità. Occorre cura, come scrivevo a Elena, come lei scriveva a me. Esattamente come per i muri della nostra casa. Cura, lavoro, fatica, manutenzione. Costanti. Altrimenti giorno dopo giorno anche se impercettibilmente, tutto si intacca, marcisce, si deteriora, crolla.
      Se vuoi salvare un rapporto d’amore: lavora. Non dare mai per scontata la presenza dell’altro.
      😉 buon we
      Eletta

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