Ritratto di signora in giallo 

Sale sulla macchina con la mise giallo limone ed è un fiume in piena. Vorrei chiederle che sostanze stupefacenti ha assunto per salire così in alto nella gara di loquela. Non fa una pausa e quando cerco di dare un contributo, senza tatto, mi zittisce. Continua con la cascata canterina. Nessuna sostanza: l’adrenalina è provocata dal ritorno di fiamma. 

Ha rivisto il suo ex, che è arrivato con la nuova auto gialla: per simpatia ed empatia lei veste da due giorni come un canarino. Lui l’ha portata a mangiare nella sua città.È venuto a prenderla, l’ha portata a chilometri di distanza dove lui vive, hanno pranzato, l’ha riportata a casa, ed è tornato nella sua città a chilometri di distanza. 

Come una diga sbloccata, il fiume dell’esaltazione ha rotto gli argini e invaso la campagna. 

Pensavo che avesse chiuso con il tema consueto e invece il cadavere è stato riesumato, l’amore risorto, tutto tornato come prima e Lazzaro cammina. Così prosegue con l’eccitazione fanciullesca e, a tavola, trova il modo di informare l’altra amica sugli arbori della loro storia. Narra per l’ennesima volta il loro primo incontro con le rose blu che, evidentemente, non sono ancora appassite. Tutto viene riesposto, steso al sole perché si asciughi. 

La guardo sconsolata. Dopo una salutare pausa di pochi mesi so che da ora in poi l’argomento sarà monotematico, noioso, previsto e imposto. Più di un’amica improvvisamente innamorata di un uomo appena incontrato: che deve mostrare a tutti il suo incontenibile splendore, ancor più indigesta appare l’amica giallognola che rimastica ruminando infinitamente la medesima pietanza che pensavamo avesse rigettata definitivamente. 

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. massimolegnani ha detto:

    C’e’ una corrispondenza perfetta tra il colore scelto da te, narratrice, e lo stato di euforia petulante di questa donna. Voglio dire, se lui fosse andato a trovarla con un’auto blu o rossa o beige, sono convinto che non si sarebbe scatenata questa tracimazione emotiva. Tutta colpa del giallo, la sua luminosita’ artificiosa, la sua sgargiante incontinenza ( e’ un colore che non sa stare entro le righe)
    ml

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    1. elettasenso ha detto:

      Proprio così: ” Il giallo diventa facilmente acuto e non è mai molto profondo ” – Kandinsky
      Non amo il giallo. Non mi vestirei mai di giallo. Eppure é anche un colore così luminoso. Forse lo associo all’acido. Un tempo i detersivi univano il giallo e l’azzurro nella loro veste per comunicare l’immagine detergente.
      Preferisco l’arancione.
      Alla prossima osservazione cromatica.
      Grazie per il commento
      Eletta 🙂

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