Grigio silenzioso e immobile

Ci si sveglia la mattina in uno stato indefinito e nebbioso, latteo. Non si sa che strada prendere. Non si ha voglia di gettare sul lastricato inutili parole. Il ferro è già stato battuto, ma la barra non si è piegata. Le piaghe alle mani fanno male. Stanno i palmi inerti sul bordo, aperti. Bussa e ribussa alla porta che mai si apre. Il grido di Sileno frulla nella testa. Siamo come uccelli in gabbia. Come Sisifo trasportiamo inutili massi. 

Ci sono mattine che nulla ci chiama fuori alla luce. Spenta anche la fiammella interna. 

Ho terminato ieri, due giorni di febbrile lettura, ” Grottesco” di Patrick McGrath. Pur non essendo rinchiusa nel fossile del proprio corpo ( come il protagonista e voce narrante del libro ), a volte osservo quel che capita fuori come se fossi chiusa in un gabbiotto da cacciatore. Immobile e muta ad attendere un fruscio, un battito d’ali. 

Farò una doccia, mi metterò al collo, con tre serpentini giri, la sciarpa colorata e cercherò di tracciare percorsi turchesi macchiettando le macerie grigie. 

Il grigio è silenzioso e immobile. La sua immobilità, però, è diversa dalla quiete del verde, che è circondata e prodotta da colori attivi. Il grigio è l’immobilità senza speranza. 

Più diventa scuro, più si accentua la sua desolazione e cresce il suo senso di soffocamento. 

Se diventa più chiaro, è percorso invece da una trasparenza, da una possibilità di respiro che racchiudono una segreta speranza. 

Questo grigio è formato dalla mescolanza ottica di verde e rosso, cioè dalla mescolanza spirituale di una passività compiaciuta e di una fervida attività”.

Da: Wassily Kandinsky – Lo spirituale nell’arte 

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. massimolegnani ha detto:

    Mi colpisce il tuo tempismo come a riprendere un discorso interrotto, prima che l’interlocutore s’allontani 🙂
    Puntualizzi, fissi su carta l’immobilità del tuo grigio, stato che per fortuna rendi temporaneo, con l’aiuto della sciarpa.
    Il mio grigio è più chiaro, aperto a una “possibilità di respiro”
    ml

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    1. elettasenso ha detto:

      Vedi: senza aver letto Kandinsky hai detto tutto tramite la scrittura. Non ho potuto trascrivere l’intero brano ma l’analisi del grigio, nel libro citato, viene esattamente dopo l’analisi del bianco e del nero. Chi scrive ” sa e sente “.
      Grazie per il contributo cromatico e atmosferico. Un sorriso
      Eletta

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