INCONTRO

Lo sguardo fu una lamina di fuoco. Accadde.

Nella piazzetta dei balconi fioriti, dalle pareti affrescate con le vergini, tra il passaggio di incuranti e lente ombre.

Si videro e si riconobbero. Dalla chioma leonina, la faccia tersa e gli occhi verdi. Dall’andatura gitana, sciarpa serica e pantaloni alla cavallerizza. Diversi tra eguali. 

Si sfiorarono, si guardarono. Una frazione d’attimo. Il tempo minimo necessario alla muta intesa: perché ciascuno s’inchinasse all’altro.

Poi, sbalzati d’improvviso lontano sulla giostra del tempo e altrove. Dove il ruolo imponeva il come. Sudore freddo. Sbandamento e vertigine. 

Così si riconobbero e si videro. 

S’inchinarono muti al trasalimento.

Poi, ciascuno proseguì il suo cammino senza voltarsi. 

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4 Comments Add yours

  1. massimolegnani ha detto:

    perfetto, emozionante.
    io lo chiamo l’attimo colorato in un mondo che diventa in biancoenero.
    ml

    Liked by 1 persona

    1. elettasenso ha detto:

      Ottima definizione. Amo il cromatismo. 🙂

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  2. ipazia55 ha detto:

    L’ha ribloggato su Ipazia55's Blog.

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