A casa

A casa ci sono solo io a decidere i tempi e i luoghi. I ritmi del sonno e del risveglio. Terminate le lunghe attese, le condivisioni, i compromessi. Stare con un’altra persona é un adattamento continuo. Io, poi, che se non dormo sono capricciosa come una bimba.

Qui ho gli stivali sulla pelle del mio grande divano, le gambe allungate in pieno relax esattamente come mi piace; e la sera volano gli indumenti sulla sedia facendo un arco gioioso: voilá. 

Mangio quel che voglio quando voglio, senza mettere in ballo tutta la batteria del pentolame giacché di poco io mi accontento. Accendo la TV senza zapping scegliendo un solo programma. Leggo sdraiata e muta. Ascolto la musica a volume alto e ballo. 

La convivenza é una continua prova. Di pazienza, tolleranza, rispetto dell’altrui diversitá.

L’altro è diverso. Diversi i gusti, i tempi, gli hobby, le passioni, i bisogni. Diverso il carattere, il temperamento, diversa la storia e la formazione. Diverse le esperienze che ci hanno condotti fin qui. 

Volere bene a qualcuno significa accettare la sua sostanziale diversità. E rispettarla. Non è compito facile. Ogni tanto sorgono scintille. Si alimentano faló. Si rischia di bruciare tutto. Più semplice lasciar perdere mollare andarsene chiudere porte e portoni. Solo l’amore trattiene. 

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13 commenti Aggiungi il tuo

  1. accoltigil ha detto:

    Racconti verità assolute con eleganti parole.

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    1. elettasenso ha detto:

      Grazie, mi pareva di aver raccontato ovvietà. Sono ipercritica anche verso quel che scrivo, per cui mi fa piacere che qualcuno comunque condivida.
      😉

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  2. Elena Ferro ha detto:

    Ciao,Anche io quando abitavo sola ascoltavo musica ad alto volume e ci ballavo sopra, cantando. Ma non scambierei quei momenti, seppure belli, con quelli che vivo oggi, accanto alla persona che amo. Anche questa è un’ovvietà, suppongo…. 🙂

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    1. elettasenso ha detto:

      Nessuna ovvietà. Rispetto ogni stato emotivo, affettivo, personale. Come ho scritto più volte ( nell’altro mio blog ) ammiro le coppie che emanano luce perché sanno condividere tempi e spazi moltiplicando le energie.
      Nabokov le chiamerebbe ” le imperiali coppie “.
      Aspiro anch’io a questo da sempre. In questa fase della mia vita faccio fatica. Le dinamiche in gioco sono talmente diverse e molteplici che sarebbe veramente complicato spiegarle. E qui mi piace lasciare tracce lievi che sono frammenti, leggeri segni.
      Ciao Elena

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      1. Elena Ferro ha detto:

        Non conoscevo questa definizione di Nabokov, affascinante ma anche piuttosto “impegnativa”…. Però è così, emaniamo luce. Ma ho passato periodi bui e faticosi. Capisco gli stivali sul divano…. Un abbraccio, ti auguro che ogni desiderio prima o poi si avveri

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      2. elettasenso ha detto:

        Superimperiale coppia: per essere precisi.
        ” … se é nostro desiderio trasmettere il fatto, il fatto, il fatto… che tra quei bilioni di brillanti coppie in una sezione trasversale di quello che tu mi permetterai di chiamare spazio-tempo ( per facilitare il ragionamento ), una coppia é un’unica superimperiale coppia (…) e di conseguenza ( da indagare, dipingere, denunciare, mettere in musica, o sottoporre a tortura, se il decennio avesse per esempio una coda da scorpione ) le particolarità del loro fare l’amore influenzano, in uno speciale modo, due lunghe vite più qualche lettore, canne pensanti con penne o pennelli mentali”.
        Da: Ada o ardore – Vladimir Nabokov

        Questa la citazione precisa riportata in un mio post il 10-12-2015 su Tranellidiseta.
        Grazie per l’augurio. Amo troppo l’amore.
        😉
        Ele

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  3. Mandorla ha detto:

    E’ molto bello quello che scrivi e le tue immagini sono molto suggestive. 🙂

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    1. elettasenso ha detto:

      Grazie, sei davvero molto gentile.

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    2. elettasenso ha detto:

      Grazie davvero, anche il tuo sito mi piace. Lieta di stare in contatto 🙂

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    3. elettasenso ha detto:

      Volevo commentare il tuo post relativo alla Scrittura creativa. Non hai, se non sbaglio, la possibilità di commentare. Comunque era per dirti che sono completamente d’accordo con quanto scrivi. Completamente. Anche per me scrivere non ha bisogno di corsi, solo di introspezione, molta lettura e, probabilmente, una innata capacità. Oggigiorno molti scrivono e pubblicano. Pochi comunicano frammenti significativi di vita o storie davvero palpitanti. Molte meteore che passano nel cielo dell’editoria e dei siti. Poche stelle che brillano. Leggerti mi regala emozioni condivise. Ciao 🙂

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      1. Mandorla ha detto:

        Dici bene, Eletta, quando parli di innata capacità. Scrivere non è confezionare un prodotto. certo, editoria è imprenditoria, ma il colludere con essa rischia di snaturare e mortificare un giovane talento. Bisognerebbe avere la pazienza di coltivarla la propria arte nei modi che noi sappiamo 🙂 Ti ringrazio per il tuo commento. E’ bello sapere che non si è soli quando si propongono temi impopolari.
        A presto leggerti, cara…

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      2. elettasenso ha detto:

        Sì, è veramente confortante sapere di non essere soli su un impervio cammino. A presto : )

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